Dopo Berlino, Parigi: a meno di due giorni dall'attacco terroristico nella capitale tedesca, torna il terrore islamico anche in Francia, anche se gli inquirenti ancora non sono convinti della matrice terroristica. Un trentunenne apparso in chiaro stato di alterazione psichica dopo che la folla l'ha fermato e bloccato a terra con una sedia presa dalla vicina "brasserie", ha dichiarato di essere stato "mandato da Allah" per "uccidere delle donne". Con la lama dei suoi due grandi coltelli da cucina, appena acquistati, ne ha ferite gravemente due, e leggermente un'altra. Nessuna è in pericolo di vita anche se c'è preoccupazione per una delle tre vittime, incinta. Verso le 11:30, l'attentatore è passato all'azione - correndo con una tuta beige quasi fosse impegnato in un leggero jogging - nella rue Gilbert-Cesbron, nel XVII arrondissement della capitale francese. Un quartiere molto popoloso vicino alla Porte de Clichy. Un paio di video girati dai passanti con gli smartphone trasmettono lo stupore e il terrore che si impadronisce della gente nel vedere quest'uomo correre agitando i due coltelli, assalire una donna e colpirla alla schiena, poi alla spalla.
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Le vittime sono tre, di 19, 24 e 36 anni, una in attesa. Due di loro hanno riportato ferite gravi, una alla schiena, l'altra all'addome. La terza è stata colpita soltanto di striscio. Il ministro dell'Interno, Laurent Nunez, un paio d'ore dopo l'episodio, ha condannato "l'estrema violenza" dell'azione e ringraziato "un agente non in servizio che ha bloccato l'aggressore". Nel corso della giornata sono emerse però le testimonianze di diversi abitanti o persone che lavorano nel quartiere, che rivendicano di essere stati loro a bloccare l'uomo, inchiodandolo a terra con una sedia presa da un cameriere nella vicina brasserie "Le deux coupoles", in attesa dell'arrivo dei poliziotti. "Quando ho visto che aveva accoltellato alla schiena una donna - racconta ai media francesi Mohammed-Ali Bouhadjar, addetto commerciale che stava per scendere nella vicina stazione della metro - mi sono messo a gridare 'Venite tutti! Lo prendiamo!". Il primo a correre in suo aiuto è Issa Besseka, cameriere a Les Deux Coupoles. La più giovane delle vittime, 19 anni, in preda al terrore, tenendosi l'addome insanguinato dopo la coltellata ricevuta, era entrata nel ristorante.
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"Una collega si è occupata di lei - racconta - io sono uscito, un uomo con il coltello in mano minacciava i passanti. Una donna gli sbuca da dietro e lui la colpisce alla spalla, al fondo schiena". Il primo a passare all'azione è un passante che trascina un trolley e decide di utilizzarlo per colpire l'aggressore. A quel punto, interviene Mohammed-Ali, judoka da 15 anni: "Gli ho fatto una 'spazzata' (il classico sgambetto nel judo, ndr) - racconta - e l'ho messo a terra. Poi, tutti si sono lanciati su di lui, bloccandolo con la sedia. Da lì, non si è più mosso". Nei video sul web, l'individuo appare incapace di parlare o di reagire, mentre il ministro Nunez dirà più tardi che davanti ai poliziotti è stato soltanto in grado di mettere insieme parole senza un nesso. A uno dei testimoni, però, aveva dichiarato che "Allah mi ha mandato, lui mi ha ordinato di passare all'azione". Contro le donne, come confermano unanimemente i presenti alla sua aggressione a 360 gradi: "L'unica cosa certa è che, pur colpendo alla rinfusa, colpiva solo le donne", dicono tutti i testimoni. Gli inquirenti invitano alla "prudenza" su un'azione caratterizzata da "estrema violenza", ma la procura antiterrorismo, soltanto allertata, ancora in serata non risultava incaricata delle indagini
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