Andrea Sempio si trova da qualche minuto negli uffici della procura di Pavia, dove è entrato in auto per evitare la folla di giornalisti presenti. Il 38enne, unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
Sempio non risponderà alle domande dei pm come già annunciato ieri dai suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, in attesa che sia depositata tutta la documentazione a suo carico e quindi possa difendersi da accuse che Sempio respinge riguardo quel delitto che ha già un condannato in via definitiva: Alberto Stasi, fidanzato di Chiara, che sta finendo di espiare i 16 anni confermati in Cassazione.
In procura, citato però come testimone, è arrivato anche anche il fratello di Chiara, Marco, all'epoca del delitto amico stretto di Sempio. Probabilmente gli sarà chiesto conto di un video intimo tra Chiara e il fidanzato Alberto di cui Marco e la sua cerchia di amici potrebbe essere venuto a conoscenza. Da qui l'ipotesi che Sempio possa aver ucciso la ragazza dopo un rifiuto delle sue avances. Sempio deve rispondere di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
Ieri sono state sentite le cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, testimoni nell'ambito anche della prima inchiesta che portò alla condanna di Stasi. "In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall'inizio delle indagini nel rispetto dell'autorità inquirente", hanno puntualizzato i legali delle due donne che hanno deposto senza la presenza dei magistrati e degli avvocati, ma solo dei carabinieri di Milano a cui è affidata la parte operativa dell'inchiesta.
La Procura di Pavia, quando avrà chiuso le nuove indagini con il deposito di tutti gli atti dell'inchiesta su Sempio cominciata oltre un anno fa, potrebbe mettere a disposizione gli atti anche della difesa di Alberto Stasi, per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori che già avevano partecipato al maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte trovate in casa Poggi. Il deposito della chiusura delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, non sarebbe però imminente.
Marco Poggi, Andrea Sempio e Angela Taccia
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