"Il Safe nasce per promuovere sistemi di difesa comuni. Nel frattempo l'Italia ha avviato dei programmi di difesa comuni e questo ha fatto generare una sorta di obbligazione prima che giuridica morale, cui ciascun paese con grande responsabilità deve rispondere per essere rispettato, come l'Italia è rispettata in questo momento in Europa". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti rispondendo in replica alla Camera dopo le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale.
"Lo scostamento che andremo a proporre al Parlamento a settembre-ottobre sarà lì definito in termini puntuali, sia quantitativi sia di temporalizzazione. Perché molto si interseca rispetto all'uscita dalla procedura per deficit eccessivo che sarà in qualche modo definita o formalizzata in un senso o nell'altro soltanto a fine settembre". "E siccome questo scostamento verrà autorizzato dal Consiglio dell'Ue solo se garantirà nel lungo periodo della sostenibilità della finanza pubblica, noi dobbiamo sapere in funzione degli esiti di questa procedura se la sostenibilità può essere garantita e come rispetto al diverso dispiegamento delle possibilità di scostamento", ha detto.
"L'Italia è molto rispettata in Europa, almeno per quanto riguarda le materie che tratto ed è testimoniato dal fatto che abbiamo ottenuto una deroga su cui molti ironizzavano anche in quest'aula".
"Ci saranno rimodulazioni del sistema d'arma, mi chiede Marattin? E' possibile, nel senso che le specifiche regole poste dalla commissione rispetto al finanziamento delle spese per la difesa, che hanno delle dinamiche di progettazione, dispiegamento e contabilizzazione particolari, dobbiamo capire - proprio perché la temporalizzazione è molto stretta - quali sono quelle che possono entrare e quelle che eventualmente richiedono maggior tempo per la loro definizione e poi il riflesso in termini contabili".
LA DIRETTA
La Commissione europea valuterà le richieste sulla richiesta della clausola di salvaguardia nazionale "nel mese di settembre, eventualmente raccomandandone l'approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre. A seguito di tale raccomandazione si procederà, anche nelle more dell'aggiornamento della disciplina contabile nazionale alla nuova governance economica europea, in via analoga, al ricorso alla procedura prevista dall'articolo 6 della legge n.243 del 2012, al fine di poter dare conto del quantum delle clausole utilizzate e degli interventi ai quali le relative risorse saranno destinate, cioè il cosiddetto scostamento di bilancio". "L'articolata nuova procedura prevista dalle clausole di salvaguardia mostrano come ogni definitiva articolazione del piano non potrà che essere predisposta guardando alla compatibilità degli effetti delle misure in esso incluse con tutti i vincoli di finanza pubblica e all'evoluzione della procedura per il deficit eccessivo". Infatti, ha spiegato Giorgetti, "nel caso in cui la procedura di deficit eccessiva non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione a settembre del dato relativo al 2025 o sulla base del valore di consuntivo del deficit 2026, un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tali da determinare un deficit superiore al 3% implicherebbe la permanenza nella procedura fino al rientro al di sotto della soglia prevista dei trattati anche qualora il deficit in eccesso sia interamente riconducibile a spese in linea con i parametri di ammissibilità alla Nec". "Proprio per le anzidette ragioni, sarà necessario, ai fini del compiuto ricorso alle procedure oggetto delle presenti comunicazioni, poter disporre di informazioni aggiornate sull'andamento dei conti pubblici, che non saranno disponibili prima della fine del mese di settembre", ha spiegato il ministro. "Infatti, se da una parte l'attivazione della clausola consente - nei limiti sopra richiamati - di giustificare scostamenti in eccesso (debiti) sul conto di controllo associato all'evoluzione della spesa netta, dall'altra gli interventi hanno pieno impatto sul deficit e, come più volte ricordato, quest'ultimo indicatore è particolarmente importante, in questa fase, nella programmazione di finanza pubblica del governo italiano, dal momento che dalla sua evoluzione dipendono gli sviluppi della procedura per deficit eccessivo", ha aggiunto.
Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti parlando alla Camera durante le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale.
"La richiesta di attivazione della clausola potrà essere oggetto di aggiornamenti e integrazioni e lo stato membro si impegnerà all'atto della richiesta a fornire - due volte l'anno (entro il 15 aprile ed entro il 15 ottobre, ossia in corrispondenza, rispettivamente, degli strumenti di aggiornamento dei documenti di bilancio) - informazioni utili al monitoraggio dell'attuazione degli interventi, affinché la Commissione europea possa tenerne conto nelle proprie previsioni e nelle valutazioni di sorveglianza". "Pertanto, per gli stati membri che attivino la clausola, il monitoraggio della traiettoria di spesa verrà effettuato in due passaggi: un primo passaggio verificherà se un eventuale debito del conto di controllo possa essere ricondotto all'incremento delle spese per la difesa; nel caso in cui l'incremento delle spese per difesa non giustifichi pienamente gli scostamenti registrati dal conto di controllo rispetto al tasso di crescita dalla spesa netta fissato nel Piano strutturale e raccomandato dal Consiglio, un secondo passaggio verificherà se detti scostamenti derivino dall'utilizzo dei margini concessi per l'estensione della Nec alle spese per sicurezza energetica", ha spiegato.
Dopo l'intervento del ministro, seguirà la discussione generale, poi la replica del titolare del dicastero di via XX Settembre e le dichiarazioni di voti finale sulle risoluzioni presentate dalla maggioranza e dalle opposizioni. Nel pomeriggio, il dibattito si sposterà al Senato. Presenti in Aula, nel corso dell'intervento di Giorgetti, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, il viceministro al Mef Maurizio Leo e i sottosegretari Federico Freni e Lucia Albano. Poche al momento anche le presenze sugli scranni della maggioranza. Più numerosi i deputati d'opposizione.
"La Commissione europea ha invitato a presentare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale entro la metà di agosto 2026. La richiesta dovrà fornire un elenco delle misure di massima e una stima preliminare dei costi attesi. La commissione la valuterà a settembre".
"Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo della sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti arrivando alla Camera per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale. "La clausola originaria era sulla difesa ed era l'1,5% all'anno. Quello che c'è di nuovo è che nell'ambito di questo 1,5%, uno 0,3% l'anno per un massimo di 0,6% può essere dedicato alla sicurezza energetica", ha spiegato. Sull'ipotesi di chiedere spese già effettuate al 28 febbraio, il ministro ha precisato "che questo lo dice la decisione della commissione Ue, che precisa il tipo di spese e da quando esse siano maturare che si possono utilizzare, quindi non è una decisione nostra e dovremo muoverci all'interno delle prescrizioni della commissione che ha fatto molta fatica a riconoscere questa eccezione sull'energia ma l'ha ricondotta a determinate fattispecie".
Risoluzione unitaria centrodestra, spese difesa entro 0,9% Pil compreso ricorso Safe
Il centrodestra presenta una risoluzione unitaria in vista delle comunicazioni del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, al Parlamento sull'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.
Due i principali impegni chiesti al governo riguardanti le spese per l'energia e per la difesa. Sul primo punto, il documento chiede un impegno a "rafforzare la resilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6% del Pil nel periodo di riferimento". Per la difesa, i limiti di spesa sono dello 0,9% del Pil specificando che il governo si impegni "a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe".
Nella risoluzione sottoscritta dai quattro gruppi di maggioranza e che sarà proposta alla Camera e al Senato, in vista delle comunicazioni del ministro Giorgetti, c'è anche l'impegno a "presentare al Parlamento, a seguito dell'adozione della raccomandazione da parte del Consiglio che autorizza ad avvalersi della clausola e dell'aggiornamento del quadro di finanza pubblica, la relazione di cui all'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 che, nelle more del completamento dell'attività del gruppo di lavoro sulla riforma della normativa di contabilità e finanza pubblica - incaricato di svolgere l'istruttoria finalizzata alla definizione dei contenuti dei progetti di legge di iniziativa parlamentare volti a modificare le disposizioni della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e della legge 31 dicembre 2009, n. 196 - autorizzi il ricorso allo scostamento dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio".
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