L'opposizione chiede la testa di Matteo Salvini dopo le dimissioni "concordate" dell'amministratore delegato di Fs, Stefano Antonio Donnarumma, mentre scoppia una nuova polemica sull'eventuale sostituto, Gianpiero Strisciuglio, essendo il manager tra i rinviati a giudizio per la strage di Brandizzo che costò la vita a cinque operai.
L'udienza preliminare al tribunale di Ivrea è prevista per fine settembre. Per il Pd Donnarumma è stato "tramutato in un vero e proprio capro espiatorio per la situazione di sfacelo" delle ferrovie. "Parliamo di ritardi, quantificati nel 2026 in sette anni e mezzo, cantieri finanziati con il Pnrr dai tempi infiniti e nel caos organizzativo, incidenti anche con gravi conseguenze per le vite umane", afferma il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, sollecitando il ministro a riferire in aula.
Il M5S invita Salvini a trovarsi "un altro mestiere". Il ministro "evitando di prendersi ogni responsabilità ha scaricato ogni colpa su Donnarumma, con l'intenzione di dare in pasto al paese il classico capro espiatorio", incalza la capogruppo M5s in commissione Trasporti al Senato Gabriella Di Girolamo, sottolineando che tutto ciò avviene "con il solito placet silenzioso e ipocrita di Meloni". L'annuncio delle prossime dimissione di Donnarumma farebbero seguito ad un lungo braccio di ferro sull'ad delle ferrovie. Non è un fulmine a ciel sereno - si racconta in ambienti della maggioranza - ma l'epilogo di una partita che stava andando avanti dalla fine dello scorso anno. Salvini, come è nelle sue prerogative di ministro dei trasporti e infrastrutture, ha poi posto una ipoteca sul nome del suo successore. Nel frattempo la notizia su Strisciuglio ha innescato una forte protesta dei famigliari delle vittime di Brandizzo. "Bell'esempio che dà lo Stato", denuncia Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa, una delle cinque vittime. "Meno male che, nei giorni successivi all'incidente, il ministro dei Trasporti aveva detto che avrebbero fatto luce sulla vicenda in sei mesi. Ora cosa fanno? Rimettono ai vertici chi era responsabile della morte dei nostri figli". "Piango ogni giorno sulla tomba di mio figlio e, intanto, loro sono ancora lì", dice. Massimo Laganà, padre di Kevin, il più giovane delle cinque vittime, aggiunge: "Oggi, quando andrò al cimitero, dovrò trovare le parole per comunicarglielo". E anche su questo si leva la voce critica delle opposizioni.
"È senza pudore nominare al vertice di Ferrovie dello Stato, e dunque di fatto premiare, chi è sotto processo per il disastro di Brandizzo", affermano il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Marco Grimaldi, e le consigliere regionali del Piemonte Alice Ravinale e Valentina Cera. E sempre oggi Trenitalia ha reso noto di un attacco hacker ai suoi sistemi informatici e di aver informato i passeggeri. "A ottobre 2025 Trenitalia ha rilevato un tentativo di attacco informatico causato da soggetti esterni non identificati. L'evento ha determinato un accesso ad alcuni dati personali di una parte dei propri passeggeri", spiega la società in una nota, sottolineando che l'episodio, cosiddetto 'bruteforce', che sfrutta una funzione del sistema per ottenere dati da questo, ha riguardato "esclusivamente alcuni dati associati ai titoli di viaggio", dunque nome e cognome, destinazione, data e orario del treno, mentre "non sono stati compromessi i dati di pagamento, le credenziali di accesso agli account o le informazioni delle carte di credito o di debito". Trenitalia "ha immediatamente attivato tutte le misure di sicurezza necessarie" e "al termine di verifiche tecniche è stato possibile procedere con le comunicazioni individuali", fa presente la società. Pd, Avs e Iv chiedono a Salvini di riferire in Parlamento e "chiarire come sia stato possibile bucare il sistema informatico" di Trenitalia.
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