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Il caos nei cieli del Regno Unito continua, escluso un cyberattacco

54 minutes ago 5

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Continua il caos nei cieli del Regno Unito, con ricadute sulle tratte internazionali, per le conseguenze del guasto tecnico che ieri aveva mandato in tilt il sistema informatico di controllo del traffico aereo britannico, causando cancellazioni di voli su vasta scala e disagi per centinaia di migliaia di persone. Le immagini in arrivo dai principali scali del Paese, tra cui Heathrow e Gatwick, mostrano passeggeri costretti a dormire sul pavimento, bagagli ammassati e lunghe file davanti ai banchi delle compagnie aeree.

Malgrado la riattivazione del sistema, sono ben oltre duemila i voli cancellati dall'inizio dell'emergenza, almeno 400 solo oggi. Il caos non è stato causato da cyberattacchi o dall'azione di attori o Stati ostili, come ha dichiarato il contestatissimo direttore dell'autorità del traffico aereo (Nats), Martin Rolfe, finito al centro delle polemiche per il periodico ripetersi di blocchi tanto estesi. A fronte della richiesta di dimissioni avanzata da diverse compagnie, è intervenuto il premier laburista Andy Burnham per ribadire la fiducia del governo nei confronti del responsabile dell'ente, di cui lo Stato controlla il 49% in una partnership pubblico-privata. Mentre la ministra dei Trasporti, Heidi Alexander, intervenendo alla Camera dei Comuni per l'ennesima crisi nazionale del trasporto aereo, ha detto che il glitch ai sistemi doveva essere evitato.

Nonostante un'indagine per far luce su quanto successo sia stata appena avviata, l'attenzione è sull'obsolescenza tecnologica dell'apparato di controllo. Rolfe ha evocato un possibile guasto tecnico di natura "diversa" rispetto a precedenti emergenze analoghe. Fra le ipotesi è spuntata quella di un piano di volo militare, inserito nel sistema informatico con le indicazioni sbagliate, come ha scritto il Corriere della Sera online, citando "fonti europee" interpellate che si dicono "a conoscenza dei primi riscontri effettuati presso gli impianti di Nats". Si parla di un intoppo tecnico analogo a quello di un'emergenza precedente avvenuta nel 2023: solo che in quel caso era stato un piano di volo civile a mandare in tilt il sistema. Questo però poco importa alle oltre 330 mila persone - secondo i numeri diffusi dalle stesse compagnie aeree - coinvolte in modo più o meno diretto, fra voli cancellati, ritardi e coincidenze saltate. "È un incubo", ha raccontato alla Bbc Sukie Perera, di Cardiff, bloccata in Turchia dopo la cancellazione del suo volo: prima due ore di ritardo, poi lo stop definitivo, con "una comunicazione piuttosto scarsa" da parte del vettore.

Mentre due passeggeri americani, Cheryl e Jack, di ritorno a Chicago dopo una crociera di 12 giorni, hanno detto di aver dormito sul pavimento di Heathrow: "I cani vengono trattati meglio".
E proprio lo scalo londinese, il maggiore del Regno e fra i primi in Europa per traffico, è stato il più colpito dal guasto tecnico, con qualcosa come duecento voli cancellati solo oggi.
Nessuno ha indicato con sicurezza i tempi per un ritorno completo alla normalità: fonti aeroportuali parlano di un recupero "graduale", che richiederà probabilmente diversi giorni per il riposizionamento di aerei ed equipaggi. Un copione già visto nel 2023 e negli altri blocchi del traffico aereo che si sono ripetuti a cadenza quasi annuale negli ultimi tempi.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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