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Il cda di Mps toglie le deleghe a Lovaglio

2 months ago 18

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Riunito per il terzo giorno di fila, il cda di Mps ha alla fine revocato le deleghe all'amministratore delegato Luigi Lovaglio e lo ha sospeso anche dalla carica di direttore generale. La 'sfiducia' è arrivata al termine di una lunga riunione, in una giornata nel corso della quale è stata fatta anche l' ipotesi che indicava il banchiere convinto a rassegnare le dimissioni. Il tutto per il venir meno del rapporto di fiducia dovuto alla sua irrituale discesa in campo in una lista alternativa a quella presentata dal board.

I tentativi fatti dalla banca per indurlo a un passo indietro non sono in realtà stati raccolti da Lovaglio. Già escluso dalla lista di nomi per il rinnovo del board all'assemblea del 15 aprile, dove martedì l'attuale amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, è stato indicato formalmente come unico candidato alla carica di Ad del Monte dei Paschi, la rottura col manager è venuta dopo la sua candidatura nella lista presentata da Plt Holding della famiglia Tortora che ha in mano solo l'1,2% del Monte dei Paschi. Il tutto da lui deciso senza dare alcuna informazioni al board né alla banca né al mercato quando si è presentato a Londra alla Morgan Stanley conference.

Per arrivare a sancire la chiusura del rapporto con l'ormai ex capoazienda sono stati chiesti dal cda, presieduto da Nicola Maione e durato un'intera giornata senza che Lovaglio abbia partecipato, ulteriori pareri tecnici che hanno reso lungo e complesso il percorso per la rottura totale con Lovaglio: "effettuati i necessari approfondimenti anche con l'ausilio di autorevoli consulenti esterni" il cda "ha ritenuto di revocare le deleghe allo stesso conferite in qualità di amministratore delegato, avocando a sé tutti i relativi poteri, e deliberando altresì, con decorrenza immediata, la sospensione dalle mansioni coperte in qualità di direttore generale", ha indicato un comunicato. La gestione delle attività ordinarie fino alla nomina del nuovo board è stata assegnata al vice direttore generale vicario Maurizio Bai, "così garantendo la piena continuità delle attività della banca". Ora in vista dell'appuntamento assembleare si attendono la prossima settimana i consigli di voto dei proxy advisor Iss e Glass Lewis che contribuiranno a orientare gli azionisti, soprattutto i fondi esteri, in una banca dove oltre il 60% è in mano a investitori istituzionali.

Di norma questi ultimi votano la lista del cda oppure - ma si tratta di una lista di minoranza - per Assogestioni. Nel caso del Monte l'esito dell'assemblea dipenderà anche dalle scelte dei maggiori azionisti Delfin degli eredi Del Vecchio (17,5%) che potrebbe astenersi.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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