L'Aula della Camera esaminerà, in terza lettura, la legge elettorale - ove modificata dal Senato - da lunedì 28 settembre. Lo ha stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sale intanto la tensione nella maggioranza dopo una serie di emendamenti del pd a sostegno delle preferenze pure, ai quali FdI valuta il sostegno. Tant'è che Forza Italia ha replicato con una risposta netta al partito della premier richiamando alla lealtà di coalizione sull'argomento.
Restano, al di là del braccio di ferro sulle preferenze pure in maggioranza, anche una serie di altre questioni aperte e non di poco conto a partire da quella della misura che prevede di non far rientrare nel computo dei voti ai fini dell'attribuzione del premio quelli dei partitini sottosoglia. Un punto che non sarebbe stato sciolto nella riunione degli sherpa di maggioranza.
Tramonta definitivamente l'ipotesi ballottaggio mentre rimarrà al 42% la soglia oltre la quale si vince il premio di maggioranza. Il senatore di FdI Marcello Pera prende la parola in Aula per annunciare che di fronte al no alla discussione su questo tema di 200 colleghi "non farò il Pierino" ma si tratta comunque di una "occasione persa". Niente da fare, inoltre, per la proposta contenuta in un emendamento di FdI che restringeva i tempi entro i quali ci si deve dimettere da sindaci se ci si candida alle politiche.
Il dato di fatto è che, mentre accelera prevedendo già la calendarizzazione in Aula alla Camera per fine settembre, la coalizione di centrodestra stenta ancora a trovare la quadra finale e continua a riscrivere il testo.
Emendamenti Dem sulle preferenze pure, valutazione in FdI
Fratelli d'Italia - secondo quanto anticipato da Repubblica.it e confermato da fonti di maggioranza - starebbe valutando con attenzione alcuni emendamenti di opposizione alla legge elettorale, in particolare uno a firma di Nicola Irto e uno di Dario Parrini, che ripropongono le preferenze pure per tutti gli eletti senza i capolista bloccati.
Le stesse fonti - a questo proposito - fanno rilevare come sia difficile per FdI, che ha avuto da sempre una storica posizione a favore delle preferenze, dire no ricordando, tra l'altro il voto alla Camera anche per un emendamento di FnV su questo. "FdI terrà la schiena dritta e voterà i nostri emendamenti?", si chiede in Aula il senatore Dem Dario Parrini. La decisione è comunque complessa anche per la contrarietà degli alleati sul punto. "Se fosse così salta la legge", osserva una fonte azzurra.
Fonti FI: 'Sì all'emendamento di maggioranza certi che nessuno voglia un problema politico'
"Forza Italia voterà convintamente l'emendamento sulle preferenze presentato dalla maggioranza. Confidiamo nella serietà e nella lealtà degli alleati rispetto agli accordi raggiunti sulla legge elettorale, certi che nessuno intenda aprire un problema politico all'interno della coalizione". Lo affermano fonti del partito all'ANSA, in merito alle indiscrezioni secondo cui FdI potrebbe votare un emendamento sulle preferenze insieme a Pd e M5s.
Pera in Aula: 'Ritiro formalmente l'emendamento sul ballottaggio'
"C'erano tutte le condizioni per discutere, per fermarci un momento e dibattere" sul ballottaggio, ma non è stato fatto e ora "mi trovo nella condizione di uno che ha presentato un emendamento e si trova di fronte 200 senatori che gli dicono di no, siccome non mi piace fare il pierino io ritiro formalmente e ufficialmente l'emendamemto". Lo ha detto il senatore di FdI ed ex presidente del senato Marcello Pera parlando in Aula a Palazzo Madama dell'emendamento che ha presentato a suo nome sul secondo turno. Si tratta comunque, ha aggiunto, di una "occasione perduta" e "il risultato è che andiamo avanti con una legge che ha notevoli problemi di carattere tecnico che si sarebbero potuti risolvere" ragionando e "rinunciando a difendere il nostro piccolo recinto parlamentare".
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