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Maldive, recuperati i corpi di Montefalcone e Gualtieri

2 weeks ago 12

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  Una delicatissima staffetta tra esperti subacquei ha riportato in superficie i corpi della professoressa Monica Montefalcone e del biologo marino Federico Gualtieri, due dei cinque italiani morti giovedì durante un'immersione alle Maldive.


Il team di speleosub finlandesi di Dan Europe ha raggiunto nuovamente stamattina il segmento più profondo della grotta di Dhekunu Kandu dove nella giornata di lunedì erano state avvistate le quattro vittime ancora disperse. Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Federico Gualtieri e la ricercatrice Muriel Oddenino sono rimasti intrappolati tutti insieme nella parte più remota, che arriva a una profondità di oltre sessanta metri. La missione di recupero dei quattro connazionali è molto complicata e condotta in stretta collaborazione con la Maldives National Defence Force, le forze di polizia locali e in costante contatto con le autorità italiane presenti a Malé. La squadra ha utilizzato attrezzature tecniche avanzate, tra cui potenti scooter subacquei e rebreather, un sofisticato 'autorespiratore' che ricicla il gas espirato rimuovendo l'anidride carbonica tramite un filtro e reintegrando l'ossigeno consumato. La grotta con ingresso tra 55 e 60 metri presenta, infatti, passaggi stretti, cunicoli e un forte rischio di sollevamento del sedimento che può azzerare la visibilità imponendo l'interruzione immediata della missione.
Il team finlandese ha trasportato i due corpi dal punto in cui sono state raggiunte fino a circa 30 metri di profondità: qui i sub maldiviani hanno completato il trasferimento fino alla superficie. Le salme sono state poi imbarcate sulle unità della guardia costiera e successivamente portate dalla polizia all'obitorio. Bisognerà attendere mercoledì - condizioni del mare e meteo permettendo - per la nuova immersione (3 ore alla volta il tempo massimo che si è dato il team) per raggiungere anche la ventiduenne Giorgia Sommacal e la 31enne Muriel Oddenino, rimaste nello stesso punto dei due recuperati. "Stiamo facendo la nostra parte per riportarli a casa", assicurano gli esperti finlandesi.


Intanto, è arrivata in Italia la salma della quinta vittima, il capobarca e istruttore subacqueo padovano Gianluca Benedetti.
Il volo è atterrato a Malpensa martedì mattina e il corpo è stato messo a disposizione della magistratura.
La notizia del recupero dei due connazionali nei fondali di Alimathà è stata accolta con forte commozione dei familiari.
"Nella grande angoscia che li avvolge", i genitori di Federico "trovano finalmente un primo momento di sollievo perché ora avranno almeno un corpo su cui piangere" sottolinea l'avvocato Antonello Riccio, legale della famiglia del ragazzo di Omegna.

Mentre Carlo Sommacal, marito della docente dell'università di Genova e papà di Giorgia, vuole ricordarle "sorridenti". "Sono giorni che non dormo, che ho gli incubi - racconta -. Devo solo cercare di resistere, perché c'è mio figlio Matteo che ha vent'anni. Che succederebbe?".

Intanto le indagini vanno avanti per chiarire la dinamica della tragedia. Tra le ipotesi non si può escludere che i cinque italiani possano essersi persi e aver quindi finito l'ossigeno nelle bombole, come anche che siano stati stati risucchiati in profondità da una fortissima corrente. Sotto la lente le attrezzature recuperate, tra cui telecamere GoPro e computer. I dispositivi, consegnati alla polizia, potrebbero essere la chiave per chiarire gli ultimi momenti, compreso il percorso seguito dai sub, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. I pm di piazzale Clodio disporranno le autopsie appena le salme rientreranno in Italia. Dagli esami autoptici arriveranno i primi punti fermi sulle cause della morte. Gli inquirenti, che affideranno delega alle forze dell'ordine, ascolteranno anche gli altri venti connazionali che erano a bordo della safari boat "Duke of York". Mentre il portavoce del governo delle Maldive Mohammed Hussain Sharif ha reso noto che "forse non c'erano tutti i permessi validi ed è per questo che in questo momento le autorità hanno chiesto alle imbarcazioni di fermare tutte queste operazioni per poter portare avanti l'inchiesta".  

Il fidanzato di Giorgia Sommacal: 'Bisogna avere il coraggio di amare di più'

"La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato. Siamo così abituati alla presenza delle persone, ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore. Poi arriva un'assenza, e improvvisamente capisci quanto fossero importanti anche le cose più piccole: un sorriso, una chiamata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi". Così la lettera di Federico Colombo, fidanzato di Giorgia Sommacal, la ragazza morta assieme alla madre Monica Montefalcone.

La lettera è stata pubblicata dal Secolo XIX. "Ho imparato che bisogna ringraziare di più per il presente, perché è l'unica cosa che abbiamo davvero - scrive Federico -. Bisogna vivere senza aspettare sempre il momento giusto, senza rimandare ciò che ci rende felici. Dovremmo avere il coraggio di amare di più, dire quello che sentiamo, abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene e goderci ogni attimo anche quelli che sembrano banali o stupidi. Perché spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi - prosegue -. La vita corre veloce e non ci avvisa mai quando qualcosa sta per finire. Per questo oggi credo che vivere davvero significhi esserci: con il cuore, l'anima, con sincerità. Significa ridere senza paura, emozionarsi, fare follie, creare ricordi, perdonare, lasciare andare ciò che pesa e tenersi stretto ciò che conta davvero. Il problema fondamentale dell'umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso... amarsi. Solo che ora è diventato molto più urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l'un l'altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo. Affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi" scrive Federico che conclude "Giorgia e Monica sono la nostra felicità. Vi amo e vi porterò per sempre nel mio cuore".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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