Una mini-clausola da 6,5 miliardi con un tetto massimo da tredici, delimitata da paletti e condizioni piuttosto rigide. La Commissione europea risponderà con un parziale sì alla richiesta di Giorgia Meloni di estendere la deroga al Patto di stabilità per la difesa anche all'energia.
Non poteva andare molto diversamente. Ursula von der Leyen, che in questi anni ha coltivato un rapporto sempre più stretto con la premier italiana, ha infatti scelto di ascoltare le richieste del governo "con la massima attenzione", senza tuttavia derubricare alcuni principi fondamentali che Bruxelles da settimane ripete in ogni occasione: la necessità della sostenibilità fiscale, la contrarietà ai sussidi a pioggia, i timori di un aumento della domanda dell'energia che peggiori l'andamento dell'inflazione.
Dopo oltre due settimane di lavoro e di interlocuzioni discrete, la Commissione ha scelto perciò di consentire all'Italia - e ovviamente a chi lo vorrà tra i 27 - un margine di flessibilità per gli investimenti legati all'energia pari all'0,3% del Pil annuo per il triennio 2026-28 ma con un tetto massimo dello 0,6%. La distribuzione di questo margine non è tassativa (potrebbe essere per esempio, anche uno 0,2% quest'anno e un successivo 0,4%). Lo è, invece, l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa, che vale l'1,5% del Pil annuo. E' in questo perimetro, e solo in questo infatti, che la flessibilità per gli investimenti sull'energia potrà inscriversi. Le deroghe per l'energia saranno attivate seguendo la stessa procedura della clausola per la difesa ('National Escape Clause'): gli Stati interessati dovranno presentare una richiesta formale, cui seguiranno una proposta della Commissione e l'approvazione del Consiglio Ue. In termini assoluti e stando ai dati Istat per il 2025, per l'Italia lo 0,3% vale circa 6,8 miliardi con un tetto massimo di poco più di tredici.
La Commissione certificherà l'apertura alla flessibilità sull'energia con la presentazione del pacchetto del semestre europeo. Sarà quella la sede della replica alla lettera di Meloni e, contrariamente a quanto evocato nei giorni scorsi, non ci sarà invece una riposta scritta e formale alla missiva della presidente del Consiglio. L'impressione è che Bruxelles abbia scelto di non andare allo scontro con l'Italia pur nutrendo diverse perplessità su quanto chiesto dal governo. Sulle destinazioni delle risorse, ad esempio, l'esame della Commissione si preannuncia rigoroso. L'obiettivo non è allargare le maglie dei sussidi, ma rafforzare il percorso per l'indipendenza energetica dell'Ue, traguardo che non può prescindere dalle rinnovabili. Tra gli esempi di investimenti 'approvabili', ci sono gli incentivi all'acquisto di veicoli elettrici, batterie e pannelli solari, investimenti nelle reti elettriche e nei sistemi di accumulo, misure di efficienza energetica e l'ampliamento della capacità produttiva delle energie pulite.
La risposta della Commissione non esaurisce la trattativa. Ma è difficile che Palazzo Berlaymont si spinga più in là sul binario delle deroghe, fermo restando la flessibilità concessa già sui fondi di Coesione e con una possibile ulteriore modifica del Pnrr. Von der Leyen già nelle settimane scorse aveva ricordato che c'è un tesoretto da 95 miliardi distribuibili per i 27 ancora inutilizzati e che potrebbero essere oggetto di trattative future.
Di contro a Bruxelles ora si aspettano che l'Italia traduca in fatti l'emergenza descritta nero su bianco da Meloni e attivi la clausola per la difesa, che include anche quella dell'energia. E, che per von der Leyen, rappresenta comunque una sponda concessa da Bruxelles per un obiettivo reputato non rinviabile: il rafforzamento della difesa comune. E' in questo contesto, inoltre, che la Commissione attende una risposta dell'Italia sulla firma per l'attivazione dei prestiti da 14,9 miliardi disponibili dal fondo Safe. Dopo che l'esecutivo Ue ha teso la mano all'Italia nonostante il diffuso scetticismo dei 'frugali', a Bruxelles desterebbe sorpresa il fatto che da Roma non si faccia altrettanto.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA


1 month ago
15























English (US) ·
French (CA) ·
French (FR) ·