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Nuova provocazione di Kim, lancio di missili sul Mar Giallo

1 week ago 8

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La tensione torna a salire nella penisola coreana, tra nuovi test missilistici di Pyongyang, il rafforzamento militare annunciato da Seul e il riavvicinamento sempre più evidente tra Corea del Nord e Cina, con la possibile imminente visita nel Paese del presidente cinese Xi Jinping.

Erano passate poche ore dall'annuncio della Corea del Sud che punta alla realizzazione di sottomarini nucleari entro la metà degli anni '30. La risposta di Pyongyang non si è fatta attendere: le forze nordcoreane hanno lanciato diversi missili verso il Mar Giallo e, secondo quanto riferito dallo Stato maggiore congiunto sudcoreano, almeno uno di questi era un vettiore balistico a corto raggio. I missili, partiti dall'area di Chongju, hanno percorso circa 80 chilometri, mentre Seul ha rafforzato "sorveglianza e vigilanza" in coordinamento con Stati Uniti e Giappone, mantenendo una "piena prontezza operativa".

La tempistica dell'ottavo test missilistico nordcoreano dall'inizio dell'anno, il primo dopo 37 giorni, non è casuale.

Negli ultimi mesi Pyongyang ha mostrato i muscoli, intensificando i test militari con missili da crociera strategici, sistemi anti-nave e munizioni a grappolo. Attività che continuano a violare le sanzioni delle Nazioni Unite imposte al regime di Kim Jong-un.

La nuova prova di forza arriva mentre la Corea del Sud presenta il progetto 'Jang Bogo N', uno dei programmi strategici più ambiziosi mai lanciati dal Paese. Il ministro della Difesa Ahn Gyu-back ha spiegato che Seul punta a sviluppare sottomarini d'attacco a propulsione nucleare costruiti interamente nel Paese e alimentati con uranio a basso arricchimento.  

L'annuncio è arrivato dopo il via libera ottenuto dagli Stati Uniti durante il vertice tra i leader dei due Paesi dello scorso ottobre. Washington si è impegnata a collaborare con Seul anche sul reperimento del combustibile necessario, pur nel rispetto degli obblighi internazionali di non proliferazione. Il governo sudcoreano ha infatti insistito sul fatto che il programma utilizzerà uranio a basso arricchimento e resterà sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

Sul piano politico, intanto, il confronto tra i due Paesi divisi dal 38/mo parallelo appare sempre più difficile. Negli ultimi mesi Kim Jong-un ha definito la Corea del Sud il "nemico principale" e ha eliminato dalla Costituzione nordcoreana ogni riferimento alla riunificazione pacifica della penisola, segnando una svolta simbolica ma profonda.

Il deterioramento dei rapporti arriva dopo anni in cui non sono mancati tentativi di riavvicinamento. Ora, però, Pyongyang si sente più forte. Da una parte ha stretto i rapporti, soprattutto militari, con la Russia. Dall'altra è tornata a rinsaldare l'asse con Pechino. Alla recente riapertura dei collegamenti diretti tra le due capitali, chiusi subito dopo il Covid, si sono aggiunte indiscrezioni su una possibile visita di Xi a Pyongyang nei prossimi giorni. Sia Mosca che Pechino, poi, hanno affermato di respingere la pressione straniera sul Paese.

Uno smacco alla Casa Bianca che, dopo la visita di Donald Trump in Cina, aveva parlato di accordo tra i due Paesi nel voler avere una Corea del Nord denuclearizzata.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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