Il livido sotto l'occhio di Angelo Ratti è ancora ben visibile dopo l'aggressione di cui è stato vittima prima di Ferragosto in un locale sulla spiaggia di Porto Istana, in Sardegna, dove a fine serata una trentina di ragazzi del posto, di cui parecchi minorenni, lo ha preso a calci e pugni, lo ha colpito con una pietra e insultato. E' stato lui stesso a denunciare quanto accaduto sui social e in questura, cosa che ha fatto partire una inchiesta della Procura di Tempio Pausania. E ha rilanciato il tema di una legge contro i crimini di odio che, secondo l'eurodeputato Alessandro Zan, "serve subito".
Ratti, 39 anni compiuti il giorno prima del pestaggio, è fra gli ideatori di Biscotto della fortuna, un progetto legato alla musica e al clubbing per avvicinare persone di culture e sensibilità diverse, dagli italiani di seconda generazione al mondo queer, con in programma date che includono anche Helsinki e Berlino. Dopo un evento a Orosei, prima del successivo appuntamento sardo, si è fermato con la madre al bar sulla spiaggia a Porto Istana e ha proposto una serata. E così "siamo finiti in quella che crediamo sia stata una imboscata", racconta.
Alla serata hanno partecipato in tanti e tutto è andato tranquillamente. Mentre stavano raccogliendo l'attrezzatura per andarsene, il primo pugno e il primo insulto e poi "una serie di pugni sulla testa. Alla fine - ha raccontato al canale Youtube Don Alemanno - ho alzato le braccia gridando in maniera abbastanza forte e visibile a chiunque fosse ancora presente che non avrei risposto fisicamente ma che quello che stavano facendo era un attacco omofobo verbale e fisico" e questo "ha scatenato la seconda reazione".
"Sono stato allontanato, trascinato per terra e immobilizzato. Gli altri componenti del collettivo - aggiunge - sono intervenuti, fra di loro una ragazza che ha rimediato una ferita alla schiena e le è stato detto 'ringrazia che sei una femmina perché sennò ti avremmo riservato lo stesso trattamento'. A quel punto sono stato trascinato in un vicolo buio, picchiato con una pietra sulla testa". In tutta risposta il proprietario del locale ha detto al collettivo "prendete le vostre cose e andatevene, fro..".
Poi quando sono arrivati i soccorsi, mentre era sanguinante, Angelo spiega che gli è stato chiesto se era omosessuale e che successivamente il padre di un ragazzo, minorenne, che era stato portato in questura lo ha contattato sul telefonino, prima chiedendo di trovare un accordo per poi passare ad "attacchi e minacce" che ora sono a disposizione degli investigatori. "Credo che volessero farci scappare senza compenso, ma la situazione gli è sfuggita di mano" e il risultato è stato "un delirio surreale che è durato tantissimo". Questo però ha innescato una catena di solidarietà e anche una raccolta fondi online che andranno all'associazione Milano Checkpoint e, nelle sue speranze, ha aperto un dibattito "non di guerra, ma risolutivo, di visione per fare in modo che le persone siano coscienti del problema. Io - ha detto all'Unione sarda - non cerco un colpevole, cerco una soluzione perché non avvenga mai più".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA


3 weeks ago
9

















English (US) ·
French (CA) ·
French (FR) ·