Le forze ucraine hanno lanciato durante la notte scorsa 453 droni su 21 regioni russe, compresa quella di Mosca, sulla Crimea occupata e sulle acque del Mar Nero. Lo riferisce sul suo canale Telegram il ministero della Difesa russo, aggiungendo che tutti i velivoli sono stati intercettati. Almeno 21 droni sono stati abbattuti mentre volavano verso Mosca, secondo il sindaco, Serghei Sobyanin, citato dalla Tass.
Droni ucraini hanno preso di mira nella notte le regioni russe di Tula e Nizhny Novgorod, secondo quanto riferito dal Kyiv Independent, che cita il canale di monitoraggio Exilenova Plus su Telegram. Testimoni hanno segnalato esplosioni a Novomoskovsk, nella regione di Tula, mentre droni sarebbero stati abbattuti vicino a un edificio residenziale nella città di Dzerzhinsk, nella regione di Nizhny Novgorod.
Il governatore della regione di Tula, Dmitry Milyaev, ha confermato un attacco con droni ucraini, affermando che le difese aeree russe ne hanno intercettati 27. "Secondo le informazioni preliminari, non sono stati segnalati danni a edifici o infrastrutture", ha dichiarato.
Nella notte le forze armate russe hanno lanciato un attacco con droni su Zaporizhzhia provocando la morte di una persona e il ferimento di altre sei. Lo ha riferito - come riporta l'agenzia Unian - il capo dell'amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov. Sono stati danneggiati edifici residenziali e non residenziali. Inoltre è scoppiato un incendio nel luogo degli attacchi. Un attacco di droni russi contro un autobus ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre quattro questa mattina nella città di Kherson, nel sud dell'Ucraina, secondo quanto riferito dalla procura regionale. "Secondo le informazioni preliminari, l'attacco ha ucciso quattro passeggeri civili", ha dichiarato la procura ucraina, aggiungendo che l'autobus stava percorrendo una strada della città frequentemente bersaglio di raid aerei russi.
La Russia ha trasferito all'Iran componenti per droni, munizioni ed esplosivi al tritolo, nell'ambito di un sostegno militare destinato a contribuire alla ricostituzione degli arsenali iraniani dopo la guerra con gli Usa. Lo riferisce Nbc News, citando un documento di un governo europeo ottenuto dall'emittente e verificato da un funzionario occidentale.
Secondo il documento, i trasferimenti sarebbero avvenuti via Mar Caspio e risalirebbero almeno a luglio. Il materiale comprenderebbe componenti destinati ai droni, munizioni e Tnt, utilizzato come esplosivo.
Le forniture russe arriverebbero mentre Teheran cerca di ricostituire le proprie capacità missilistiche e di droni dopo il conflitto con gli Usa.
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