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Ponte Morandi: Castellucci condannato a 12 anni

4 days ago 5

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L'ex ad di Aspi Giovanni Castellucci è stato condannato a dodici anni per il crollo di ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018. La procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi.

Condannati anche gli ex vertici di Aspi e di Spea. Undici anni per Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi): il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e, infine, condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.

Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato condannato a 5 anni di reclusione.

"Si è cercato il colpevole ma non la colpa. Castellucci è stato condannato senza colpa. La sua unica colpa è quella di essere innocente", ha detto l'avvocato Giovanni Paolo che difende l'ex ad di Aspi dopo la condanna. "Seguiteremo a combattere per la sua innocenza - conclude - e siamo sicuri che l'appello rimedierà a quello che riteniamo un errore".

Per il crollo di Ponte Morandi in totale sono state 32 le condanne per quasi 200 anni. La pena più alta è stata comminata a Giovanni Castellucci e a Michele Donferri, quella più bassa (un anno, 11 mesi e cinque giorni) a Mario Bergamo, Salvatore Bonaccorso, Matteo De Santis, Giorgio Fabriano e Michele Francese. Venticinque tra assolti e prescritti. Tutti sono accusati a vario titolo di omicidio semplice, omicidio stradale, crollo colposo. Esclusa l'aggravante lavoristica.

Parenti vittime ponte, crollata cortina di fumo sulla verità
"La sentenza di oggi è un crollo della cortina di fumo che ha aleggiato sula verità. Vengono sancite precise responsabilità in capo a precise figure, vengono bocciati i responsabili dei controlli pubblici perché nessun controllore ha bloccato il manovratore". Lo ha detto Egle Possetti, presidente del Comitato dei parenti delle vittime del ponte Morandi nella conferenza stampa indetta dopo la sentenza. "Non è ancora il capolinea - ha aggiunto - ma è un punto fermo su ipotesi fantasiose come quelle che individuavano come cause del crollo bobine e fulmini".

Possetti: 'La condanna a 12 anni ci sta ma dobbiamo capire bene'

"Non siamo avvocati e non possiamo commentare. La condanna a 12 anni ci può stare ma dobbiamo capire tutto il resto perché c'erano tanti imputati". Così Egle Possetti, portavoce Comitato parenti vittime.

Salvini 'chi ha sbagliato deve giustamente pagare'

"Penso che se i giudici hanno ritenuto così, chi ha sbagliato debba giustamente pagare". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, commentando la sentenza sul crollo del ponte Morandi a margine della inaugurazione della ciclovia della Costa dei Trulli tra Monopoli e Fasano, in Puglia. "Quelle 43 vittime - ha detto Salvini - meritano giustizia, i loro familiari non potranno mai essere consolati a sufficienza. Autostrade per l'Italia, e qua hanno ragione i familiari delle vittime, al di là delle scuse deve rispondere coi fatti, con gli investimenti, con la manutenzione ordinaria e straordinarie, con nuove opere, soprattutto in un territorio, come quello genovese e ligure, dove la strage si è compiuta".

Salis, peso emotivo enorme per la città, mio pensiero va a vittime

"Questa è una giornata dal peso storico ed emotivo enorme per la città di Genova, è una sentenza che era attesa da tempo e il mio pensiero va alle vittime, ai parenti delle vittime, al grande lavoro portato avanti dalla magistratura e a quello che è successo". E' il commento della sindaca di Genova Silvia Salis che ha assistito affiancata dall'avvocata del Comune Alessandra Mereu alla lettura della sentenza per il crollo del ponte Morandi. Il Comune di Genova, insieme a Regione Liguria e al Ministero delle Infrastrutture, si è costituito parte civile nel processo. I giudici hanno stabilito la responsabilità dei condannati per il risarcimento del danno, che sarà quantificato in un separato procedimento civile. "Questo è un giorno di risposta a un dramma che hanno vissuto le famiglie - ha aggiunto Salis - con la morte di 43 persone, e un dramma che ha colpito anche la città di Genova, abbiamo ascoltato la sentenza e da sindaca di Genova non potevo mancare". L'auspicio di Salis è che "da una tragedia come questa nasca la consapevolezza che non si può agire solo in seguito alle tragedie e alle emergenze, serve programmazione e serve pensare che la messa in sicurezza del Paese non è qualcosa da eludere per risparmiare ma qualcosa di necessario e indispensabile per non rischiare poi di trovarci a vivere giornate come questa".

Rixi: 'La sentenza un passaggio importante nel percorso di verità'

"La sentenza di oggi segna un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate né alleviare il dolore delle loro famiglie, alle quali va ancora una volta la mia più sincera vicinanza. Il crollo non è stato una fatalità, ma il risultato di gravi errori e omissioni da parte di chi aveva il dovere di garantire la sicurezza. È giusto che le responsabilità siano state finalmente accertate". Così in una nota il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi. "Resta però una riflessione che non possiamo ignorare - ha detto ancora -: ci saremmo augurati un percorso giudiziario più rapido. Otto anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono un tempo lunghissimo, soprattutto per chi ha atteso giustizia convivendo ogni giorno con un dolore che non si è mai spento. Ora è il momento di guardare avanti - ha concluso -. Nel ricordo delle vittime abbiamo il dovere di continuare a investire sulla sicurezza delle infrastrutture, affinché una tragedia come quella del 14 agosto 2018 non possa mai più ripetersi".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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