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Pronta la mappa cellulare della zona di contatto tra madre e feto

1 month ago 11

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Si basa sull'analisi di circa 200mila cellule la mappa più dettagliata mai ottenuta dell'interfaccia materno-fetale, cioè la zona di contatto estremamente dinamica e complessa che mette in comunicazione l'organismo della madre con il feto in via di sviluppo. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, si deve a un gruppo di ricercatori guidato dall'Università della California a San Francisco, che è riuscito a identificare diversi tipi di cellule, monitorarne lo sviluppo e comprenderne il legame con le possibili complicazioni della gravidanza. I dati raccolti, infatti, forniscono indizi su rischi quali aborto spontaneo, nascita pretermine e preeclampsia, una condizione caratterizzata da pressione alta che può portare a gravi conseguenze per madre e bambino.

L'interfaccia materno-fetale è una struttura temporanea, che si forma circa una settimana dopo la fecondazione ed è composta da cellule dell'utero e della placenta. Svolge una funzione essenziale, facilitando lo scambio di nutrienti, ossigeno e sostanze di scarto e, al tempo stesso, regolando il sistema immunitario materno perché non attacchi il feto. La sua complessità, tuttavia, ha a lungo impedito di studiarla nel dettaglio.

Per riuscirci, i ricercatori coordinati da Jingjing Li hanno usato strumenti avanzati per analizzare le singole cellule e hanno integrato le informazioni con i dati genetici di oltre 10mila pazienti. La mappa così tracciata ha rivelato un tipo di cellula finora sconosciuto, che sembra regolare quanto in profondità la placenta riesce a penetrare nell'utero, un processo essenziale per mettere in connessione il feto con il flusso sanguigno materno. Gli autori dello studio hanno anche scoperto che queste cellule possiedono un recettore per i cannabinoidi: l'esposizione a queste sostanze, infatti, limita la capacità delle cellule della placenta di invadere l'utero e mette a rischio la gravidanza.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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