Sono stati rimossi nella notte, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il presidio a Napoli, nella zona del varco Bausan.
Ancora molti i distributori di carburante che mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file. Lento il ritorno alla normalità per i supermercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l'approvvigionamento.
Si va verso la normalizzazione in Calabria con la progressiva rimozione, in queste ore, degli ultimi presidi ancora attivi degli autotrasportatori dopo la sospensione della protesta decisa da Fedralog mercoledì sera. Da ieri sono riprese nei supermercati le consegne di alimenti freschi, frutta e verdura e pesce, anche se le disponibilità risultano ancora a macchia di leopardo. Non si registrano particolari criticità ai distributori di benzina. Gli autotrasportatori, in attesa del tavolo del 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e trasporti, hanno deciso di sospendere la protesta ma si dichiarano pronti a riprendere la mobilitazione in caso di risposte non adeguate alle loro richieste.
Video Corteo lento dei tir al porto di Napoli, bloccato il passaggio dei carburanti
"Il nuovo decreto del Governo Meloni sul caro carburanti non ci soddisfa" perché "gli interventi annunciati sono insufficienti rispetto alle difficoltà economiche delle imprese della pesca". Lo afferma Federazione armatori siciliani che chiede "un prezzo del gasolio tra 60 e 70 centesimi al litro, chiarimenti sui 285 milioni di euro del regime europeo Metsaf e una moratoria fiscale per le imprese della pesca". La Federazione conferma la sospensione della manifestazione nello Stretto di Messina e annuncia una nuova fase di mobilitazione: lo sciopero fiscale. Dal 24 ottobre, spiega la Federazione in una nota, parte una "nuova fase di protesta denominata 'sciopero fiscale', finalizzata a richiamare l'attenzione sulla difficoltà delle imprese della pesca nel sostenere gli obblighi fiscali e contributivi durante l'attuale crisi". La Federazione "chiede alla presidente Giorgia Meloni e al ministro Giancarlo Giorgetti di valutare un provvedimento straordinario che preveda la sospensione temporanea dei termini di pagamento di imposte e contributi per le imprese della pesca in comprovata difficoltà, accompagnata da una successiva rateizzazione senza ulteriori aggravi". E sollecita l'introduzione di "strumenti di sostegno alla liquidità, per evitare che le imprese siano costrette a interrompere definitivamente le attività". La Federazione armatori siciliani ribadisce che "l'emergenza del comparto non può essere affrontata esclusivamente attraverso contributi occasionali", ma, ritiene invece, "occorra un intervento strutturale capace di contenere il costo del carburante, sostenere la liquidità delle imprese e garantire trasparenza nell'impiego delle risorse pubbliche". La Federazione auspica "un confronto urgente con il governo nazionale e con la Regione Siciliana, chiedendo risposte scritte, tempi certi e dati verificabili: la manifestazione nello Stretto di Messina è sospesa, ma la vertenza della pesca siciliana rimane aperta".
Lunedì protesta taxi al Mef contro il caro carburante, minacciano stop
"Chi conosce itTaxi sa che non abbiamo mai ceduto a proteste ideologiche, ma oggi siamo di fronte a un'emergenza economica non più sostenibile". Lo scrive il presidente di itTaxi, Loreno Bittarelli, questa mattina in un editoriale sull'Economista, in vista del presidio di protesta del comparto previsto per lunedì 26 ottobre davanti al Mef, a Roma. "Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati. Saremo in piazza a piedi, fuori turno e senza vetture, per far sentire la nostra voce senza creare disagi ai cittadini". Al Governo la categoria chiederà l'estensione del "Gasolio Professionale", un fondo di compensazione straordinario e incentivi reali per la transizione green. "Senza risposte urgenti - conclude Bittarelli - il rischio concreto è il blocco del servizio per l'impossibilità materiale di coprire i costi di gestione".
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