La mamma, il suo compagno e il nonno delle due sorelle di 12 e 16 anni ritrovate ieri sera a Formia, a quindici giorni dalla loro scomparsa da una casa famiglia di Civitella Alfedena, sono stati fermati all'alba con l'accusa di sequestro di persona in concorso. La donna, è in carcere a Teramo, il suo compagno e il nonno delle ragazze, sono in quello di Sulmona.
E' indagata a piede libero l'anziana nel cui appartamento di Formia sono state ritrovate le due sorelle. Secondo quanto si apprende la donna sarebbe una lontana parente della madre delle ragazze, fermata nella notte insieme con il compagno e il nonno con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.
"Non sapevo nulla, me l'hanno portate e basta". Sono queste le parole dell'anziana che in questi giorni ha ospitato Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Intervistata da Rainews24, la donna - che sarebbe una lontana parente della mamma delle giovani - ha detto che non sapeva che i carabinieri stessero cercando le ragazze. "Mi ha detto: 'mi può tenere le due bambine?' e basta. Io ho detto 'perché no'", racconta la donna che ha anche aggiunto di non essere mai uscita con le bambine. "Io non esco già di mio - ha sottolineato -. Mi dispiace, adesso sto male io".
Le tre persone fermate sono state interrogate la notte scorsa negli uffici del procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo. Secondo quanto si apprende, la madre, il compagno e il nonno delle due giovani sono stati portati in carcere subito dopo l'interrogatorio con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Sarah e Alisya sono state ritrovate ieri sera a Formia, in provincia di Latina, a casa di una lontana parente della madre, una anziana ottantenne.
Gli investigatori stanno continuando le indagini per verificare il coinvolgimento di altre persone nel sequestro delle due giovani, avvenuto la notte tra il 6 il 7 giugno scorso dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila.
"Alisya e a Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia preoccupazione ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita si riparte da zero". Lo scrive su Facebook , il papà delle due sorelline. "Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai - scrive -. Dieci anni di battaglie con lieto fine. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c'è. Vi amo".
Sono in buone condizioni di salute le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena. Sarah e Alisya, sono state ritrovate dai carabinieri a Formia, in provincia di Latina nel quartiere Rio Fresco. E proprio ieri, la madre, aveva manifestato sconforto: "Temo siano morte - aveva detto al suo avvocato, Enrico Mastantuono -, è impossibile che se sono ancora vive non abbiano trovato il modo di tornare da me". Mentre sabato il padre si era detto al contrario ottimista: "Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene".
Il papà di Sarah e Alisya, è stato portato in ospedale dopo la notizia del ritrovamento delle due figlie. Lo riferisce all'ANSA Alessia Natali, referente per l'Abruzzo dell'associazione Penelope. "Stefano - ha afferma - ha avuto un crollo dovuto alla forte emozione e ora si trova in ospedale".
Video Sorelle scomparse, l'appello della mamma diffuso lo scorso 13 giugno
I carabinieri si sono occupati del trasferimento in una località protetta delle due sorelle, che saranno affidate al sindaco di Formia che troverà una sistemazione. A disporre le perquisizioni in tutto il Lazio Sud, all'inizio della settimana, era stato il procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci. Nella giornata di sabato è stato ascoltato per sei ore e mezza in caserma Youssef, fidanzato di Alisya. Per oltre un'ora è stato sentito dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, mentre il resto dell'esame si è svolto con i carabinieri della stazione di Villetta Barrea. "Non è indagato", aveva precisato il procuratore.
Oggi a Sulmona in una conferenza stampa in procura verranno diffuse informazioni più precise su una storia che ha tenuto per giorni col fiato sospeso gli italiani e si è conclusa con un lieto fine.
L'ipotesi dell'allontanamento volontario con l'aiuto di qualcuno che le conosceva era stata avanzata da Alessia Natali, referente per l'Abruzzo dell'associazione Penelope, che aveva parlato di una partenza in auto dopo un breve percorso a piedi delle due ragazze. "Suppongo siano state aiutate in tutte le fasi del loro allontanamento: penso siano uscite dalla struttura aiutate da qualcuno che conosceva la casa famiglia, passando per punti bui, come ad esempio la finestra rotta. Avranno percorso poi una parte di sentiero che dalla struttura va verso la riserva La Camosciara, anche lì non da sole, supportate da qualcuno che conoscevano, di cui si fidavano". Il loro ritrovamento a casa dello zio conferma l'ipotesi.
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