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Stretta sui minori dopo le violenze. Meloni: 'Nessuno può minimizzare'

52 minutes ago 5

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Serviva una risposta "ferma" dopo le scene "inaccettabili" del fine settimana a Milano e non solo. Perché bisogna evitare che diventino "la normalità", cercando nel frattempo di andare a fondo di un fenomeno "nuovo" che coinvolge molti "giovanissimi", il dato che fa più "male" e "paura".

Il decreto sicurezza

Giorgia Meloni già da domenica aveva messo al lavoro uffici e ministeri per arrivare nel più breve tempo possibile alla nuova stretta. Con il nuovo reato di "partecipazione violenta" alle manifestazioni, con il "chi rompe paga" e pure con l'estensione del fermo preventivo "ai minori" - che a un certo punto era sembrato in bilico - anche nei casi di azioni in luoghi affollati. Perché "nessuna idea politica o disagio sociale" può "giustificare" le "devastazioni" che "nessuno può minimizzare", incalza la premier chiedendo "chiarezza" a "tutte le forze politiche che, dice, devono stare "dalla parte della legalità".

Video VIDEO | Meloni: 'Nasce un nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione'

Le ore che precedono il Consiglio sono concitate, anche per il confronto intercorso con il Quirinale. Il confronto tecnico e coi ministri va avanti a ridosso della riunione del governo - con la regia di Alfredo Mantovano - facendola slittare di quasi un'ora. Nessuno stop, assicura però Matteo Pianteodosi, definendo l'interlocuzione con il Colle come "molto fluida, serena e produttiva". Sarà, ma alla fine non arriva l'ok a una delle richieste avanzata anche pubblicamente dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, quella di riconoscere ai militari impegnati in Strade sicure la funzione di polizia giudiziaria.

A Milano arriveranno 500 militari in più, come Lega e Forza Italia fanno a gara a rivendicare, ma senza che sia cambiato quello "che dovranno fare e come potranno farlo" come chiedeva il ministro della Difesa, che altrettanto pubblicamente aveva ringraziato per l'impegno sul punto del suo sottosegretario, Matteo Perego di Cremnago, che è anche il nome che Forza Italia sostiene per la candidatura a sindaco proprio di Milano.

Video Scontri a Milano, Don Burgio: “Devastazione racconta la rabbia dei ragazzi”

Mentre Matteo Salvini insiste sulla sua vice, Silvia Sardone. Tra Crosetto e Salvini, peraltro, la distanza la segna anche l'analisi dei fenomeni delle ultime ore. Per il ministro di FdI "i fatti di Milano sono il frutto" della "guerra ibrida" mentre il leader leghista respinge l'ipotesi che ci sia "una regia" dietro i disordini, tantomeno dei "russi". Ma non la pensa allo stesso modo nemmeno il suo ministro all'Interno, secondo il quale gli elementi posti da Crosetto non vanno "sottovalutati" perché "sicuramente qualcosa è successo" e "abbiamo visto - sottolinea al termine del Cdm - l'apparente spontaneismo di una massa di giovani che si sono mossi in un certo modo attivati in una forma che sembra strano non sia riconducibile ad alcun tipo di organizzazione". A ora, peraltro, "i primi rilievi escluderebbero collegamenti strutturati con realtà antagonistiche". Ma "in tempi brevi", assicura, "avremo idee molto chiare di cosa c'è dietro".

Anche perché l'attesa è di altri tentativi di riproporre scenari simili "in altre giornate e contesti". Che si tratti di un "fenomeno nuovo" da affrontare "con serietà per evitare che diventi un modello da imitare" è convinta anche Meloni, che però invita tutti a distinguere tra "chi commette violenze e chi manifesta pacificamente per chiedere risposte". Cita l'Ilva, la premier, o l'autotrasporto, realtà che "stanno attraversando momenti difficili", sottolineando che "lo Stato che dice no alle violenze è lo stesso Stato che ascolta chi protesta". Viceversa è "gravissimo che si pubblicizzi l'assistenza legale gratuita dopo le devastazioni" - il riferimento è a Ilaria Salis - o che ci siano distinguo di fronte a "negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell'ordine aggredite". Ci sono invece i risarcimenti per chi subisce i danni, "e se chi rompe è minorenne - sottolinea Meloni - pagano i suoi genitori".

Fermo preventivo e un nuovo reato, ecco le misure

 Estensione del fermo preventivo anche ai luoghi affollati, minori subito imputabili, 500 militari in più per Milano e, soprattutto, l'introduzione di un nuovo reato, quello di 'Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche'.

Arriva la stretta del governo dopo i saccheggi di Milano e i disordini di piazza in varie città. Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sulla sicurezza. Otto gli articoli contenuti nel provvedimento.

Il nuovo reato punisce chi - durante le proteste - utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti mettendo a rischio l'incolumità delle persone. In questi casi si rischia una reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20mila euro. La pena aumenta se le violenze sono commesse a volto coperto e se si danneggiano infrastrutture o servizi di pubblica utilità. Chiunque, poi, anche "mediante strumenti informatici o telematici", organizza o promuove la formazione di gruppi per dar vita a manifestazioni violente rischia la reclusione da quattro a dodici anni. Tra le altre novità, l'estensione del fermo preventivo anche per "chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone": una misura che varrà anche per i minorenni, ma solo se hanno compiuto 16 anni. Prevista, inoltre, l'estensione dell'arresto in flagranza differita.

Confluisce poi da un precedente ddl la presunzione di capacità di intendere e di volere del minore ultraquattordicenne, rendendolo così subito imputabile senza subordinarlo all'accertamento della capacità d'intendere e di volere al momento del fatto. In arrivo, inoltre, multe da 500 a 1.000 euro, raddoppiabili in caso di reiterazione, per i genitori di minorenni - anche non imputabili - che commettano violenze durante manifestazioni. Tra le misure, la possibilità del questore di disporre il divieto di radunarsi ai minorenni quando cinque o più persone, anche in forma di gruppo, in luogo pubblico o aperto al pubblico, tengono comportamenti intimidatori. Una misura di prevenzione che può interessare anche determinate fasce orarie predeterminate a persone che abbiano commesso, nei cinque anni precedenti o che vengano colte nel compimento di alcuni comportamenti lesivi contro persone e cose o che siano stati già, nei cinque anni precedenti, autori di fatti per i quali sono stati colpiti da provvedimenti di carattere preventivo.

All'articolo 8, infine, l'invio da subito di 500 militari a Milano fino al 31 dicembre, con una spesa di 4,7 milioni di euro. "Il contingente verrà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per concorrere ai servizi che dovranno essere svolti nella città per il controllo del territorio e la sicurezza pubblica della città" ha spiegato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, aggiungendo che in occasione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza che presiederà domani a Milano "ci sarà un piano di azione". "E' quello il contesto in cui si vedrà la modalità d'impiego di queste risorse e si valuterà se possano essere dotate di qualche funzione innovativa rispetto all'impiego tradizionale, che possa essere una maggiore dinamicità" ha annunciato.

Il decreto sicurezza

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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