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Trentaquattrenne muore dopo il pestaggio fuori da una discoteca

4 weeks ago 11

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Un normale sabato sera della movida si è trasformato in una tragedia. Accade a Sangineto, nel tirreno cosentino, dove Antonio Perrotta, di 34 anni, originario di Fuscaldo (Cosenza), è morto dopo un pestaggio avvenuto all'esterno di una discoteca dove stava svolgendo l'attività di operatore in servizi di sicurezza privata. La notizia ha creato sconcerto con numerose reazioni di cordoglio alla famiglia e sdegno per l'accaduto. Una vita "spezzata è sempre una sconfitta per tutti. Da sindaco, sento il dovere di dire con chiarezza che episodi di questa gravità non possono essere ignorati", afferma il sindaco di Sangineto Michele Guardia che esprime la più "sincera vicinanza alla famiglia, colpita da una tragedia immane". La ricostruzione della dinamica dell'accaduto è ancora al vaglio di polizia e carabinieri. Dai primi accertamenti è emerso che Perrotta sarebbe stato aggredito e picchiato violentemente all'esterno del locale, molto probabilmente a poca distanza dall'area del parcheggio. Una ricostruzione, quella degli inquirenti, che viene contestata dalla proprietà del locale che, in un post su facebook, ha espresso cordoglio per la morte del trentaquatrenne, ricordando che "non era appartenente al personale del locale", e sottolineando che sta offrendo la "massima collaborazione agli organi inquirenti mettendo a disposizione i filmati dei sistemi di videosorveglianza interni e perimetrali", dai quali "risulta che nessun episodio violento si sia verificato all'interno della discoteca né nel piazzale".

Al termine del pestaggio l'uomo, a causa di malori e la perdita di sangue dal naso, è stato accompagnato nell'ospedale di Cetraro per gli accertamenti. Giunto nella struttura i sanitari si sono subito resi conto della gravità delle lesioni interne ed hanno deciso di trasferire Perrotta nell'ospedale di Cosenza dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. I medici hanno riscontrato immediatamente un quadro clinico molto critico e delicato che, dopo alcune ore, ha provocato la morte del trentaquatrenne. Sul luogo dell'aggressione sono intervenuti i carabinieri delle stazioni e quelli del comando provinciale oltre agli agenti dei commissariati e della squadra mobile di Cosenza. La procura della Repubblica di Paola, diretta da Domenico Fiordalisi, ha disposto il sequestro delle immagini di videosorveglianza dell'area dove è avvenuto il pestaggio. Gli investigatori stanno visionando i video per ricostruire l'accaduto ed identificare le persone che hanno partecipato alla violenta aggressione. Sono stati avviati anche numerosi interrogatori dei testimoni che erano presenti all'interno e all'esterno della discoteca.

Il trentaquattrenne lascia la compagna e quattro figli, di cui l'ultimo nato da meno di un anno. Perrotta, operaio presso una azienda privata a Fuscaldo, nelle ore notturne si dedicava sporadicamente anche all'attività di servizio di sicurezza privata. Un lavoro extra per "guadagnare qualcosa in più e contribuire alle necessità della sua famiglia. Una normale serata di lavoro dalla quale, però, Antonio non è più tornato a casa", ricorda l'associazione Giorgio La Pira di Cosenza. Di fronte ad una morte così "incomprensibile, inaccettabile, avvenuta in un modo privo di ogni motivo e di ogni senso, le parole sembrano non bastare", afferma il sindaco di Fuscaldo Giacomo Middea, il quale sottolinea come una giovane vita "spezzata dalla violenza lascia una ferita profonda non soltanto nei suoi cari, ma nell'intera comunità", afferma il sindaco di Fuscaldo. Sempre nella notte tra l'8 e il 9 agosto, i carabinieri sono dovuti intervenire anche sul lungomare di San Lucido (Cosenza), per sedare una rissa per fortuna senza conseguenze per le persone coinvolte.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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