Il turismo accessibile vale oltre
400 miliardi di euro, coinvolge più di 100 milioni di cittadini
europei e sostiene circa 9 milioni di posti di lavoro
confermandosi come uno dei comparti più dinamici dell'economia
del tempo libero e una leva strategica per la competitività
delle destinazioni, la qualità dei servizi e la piena
partecipazione delle persone alla vita sociale. Sono i numeri
emersi dal convegno internazionale 'Destinazioni turistiche
inclusive e smart: strategie per l'innovazione' organizzato a
Genova dall'European network for accessible tourism (Enat) in
collaborazione con il centro 'AccessibleEU' istituito dalla
Commissione Europea e l'Associazione italiana sclerosi multipla
(Aism), con 300 partecipanti in rappresentanza di 43 nazioni.
L'evento ha riunito rappresentanti della Commissione Europea,
di UN Tourism - Organizzazione delle Nazioni Unite per il
Turismo, del ministero del Turismo, del ministero per le
Disabilità, della Regione Liguria, del Comune di Genova, delle
European Capitals of Tourism, del mondo associativo, accademico
e imprenditoriale, con l'obiettivo di rafforzare il dialogo
internazionale sul ruolo dell'accessibilità come fattore di
innovazione, sostenibilità e sviluppo economico.
Secondo le più recenti stime europee, il bacino dei
viaggiatori con esigenze specifiche di accessibilità supera i
100 milioni di persone. In Italia il turismo accessibile genera
8,8 milioni di arrivi e 38,4 milioni di presenze nelle strutture
ricettive, pari all'8,2% del totale nazionale, con un impatto
economico che raggiunge quasi 10 miliardi considerando l'intero
indotto. Numeri che dimostrano come l'accessibilità non
rappresenti un costo aggiuntivo, ma un investimento capace di
generare qualità, innovazione e crescita.
Nel corso dei lavori è emersa la necessità di accelerare gli
investimenti in accessibilità, mobilità inclusiva, innovazione
digitale, formazione degli operatori e accessibilità del
patrimonio culturale, favorendo la diffusione di modelli
condivisi a livello europeo e di strategie integrate per la
costruzione di destinazioni sempre più inclusive
Il confronto si è svolto in un anno particolarmente
significativo: il 2026 segna infatti il ventesimo anniversario
della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone
con disabilità, che riconosce la piena partecipazione alla vita
sociale, culturale e ricreativa come un diritto fondamentale da
garantire a tutte le persone. "Il ministero del Turismo ha
avviato iniziative concrete, tra cui la sottoscrizione di un
Fondo interministeriale da 50 milioni destinato alle Regioni per
sostenere progetti di turismo accessibile, migliorare i servizi
e promuovere tirocini e percorsi formativi in favore
dell'accoglienza delle persone con disabilità. È fondamentale
lavorare insieme, proseguire il lavoro comune, valorizzando
esperienze e saperi. Una collaborazione stabile tra istituzioni,
territori, operatori e Associazione del Terzo settore, potrà
aiutarci ad affrontare meglio i bisogni delle persone",
sottolinea il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi in un
messaggio inviato ai promotori e partecipanti dell'evento.
"Nella riforma della disabilità diamo spazio al diritto delle
persone con disabilità a fruire come tutti i cittadini di
spiagge, mare, montagna, percorsi, culture. Lavoriamoci tutti
insieme: istituzioni nazionali e territoriali, mondo privato,
servizi turistici, Terzo Settore, anche per fornire le corrette
informazioni e conoscenze che rendano accessibile una meta, è
l'invito della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli
in un videomessaggio.
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