I negoziatori di Usa e Iran hanno compiuto "progressi positivi" durante i colloqui indiretti a Doha, col prossimo round previsto dopo i funerali dell'ex leader supremo iraniano Ali Khamenei: lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari.
"I mediatori di Qatar e Pakistan hanno concluso oggi incontri separati coi negoziatori statunitensi e iraniani, con progressi positivi sulle questioni relative al Memorandum d'intesa di Islamabad, sulla base dei risultati del Vertice del Lago di Lucerna", ha detto Ansari. "Le parti hanno concordato di proseguire le discussioni prossimamente, con il prossimo incontro che sarà programmato il prima possibile dopo le esequie dell'ex leader supremo iraniano", ha aggiunto il portavoce ministeriale del Qatar.
Il governo di Islamabad, come fatto precedentemente da quello del Qatar, afferma che "mediatori di Qatar e Pakistan hanno concluso incontri separati con i negoziatori statunitensi e iraniani a Doha" e sostiene che vi siano stati "progressi positivi" sulle "questioni relative al memorandum d'intesa". "Le parti hanno concordato di proseguire le discussioni prossimamente, fissando il prossimo incontro il prima possibile dopo i cortei funebri dell'ex guida suprema iraniana", afferma il ministero degli Esteri di Islamabad in una nota.
Starmer riceve il sultano dell'Oman, 'libertà di navigazione a Hormuz'
Un appello rinnovato a un rapido "ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz" e "delle garanzie necessarie" a consentire una piena ripresa dei transiti commerciali attraverso quello snodo (cruciale per il traffico di petrolio e di altri prodotti) ha suggellato oggi un incontro a Londra fra il premier britannico uscente Keir Starmer e il sultano dell'Oman, Haitham bin Tarik of Oman: appuntamento abituale a cadenza annuale a Downing Street. Starmer, secondo un comunicato diffuso da Number 10, ha ribadito il sostegno del Regno Unito al Paese del Golfo, suo tradizionale alleato nella regione, che assieme all'Iran presidia l'imbocco dello Stretto. Ha inoltre elogiato la "vitale leadership" del monarca omanita e del suo governo negli "sforzi di mediazione per contribuire a un accordo fra Usa e Iran". Ha infine ribadito l'obiettivo strategico condiviso di garantire "pace e stabilità" nel Medio Oriente.
Usa all'Onu, 'Iran torni su via di pace e dialogo, il mondo non è dalla sua parte'
"Oggi esortiamo ancora una volta l'Iran a tornare sulla via della pace e del dialogo. Il mondo non è dalla parte dell'Iran. Né il popolo iraniano né i Paesi vicini sostengono questo regime". Lo ha detto l'ambasciatore americano all'Onu, Mike Waltz, parlando in Consiglio di Sicurezza. Rivolgendosi a "tutte le nazioni responsabili", ha sottolineato che "è il momento di scegliere, vi prego di chiarire la vostra posizione". Waltz ha ripetuto che gli attacchi contro Bahrein e Kuwait "sono fondamentalmente illegittimi, incompatibili con il memorandum d'Intesa, violano palesemente la Risoluzione 2817 di questo Consiglio e vanno a detrimento del futuro del popolo iraniano".
Teheran, Aiea non avrà accesso a siti nucleari bombardati dagli Usa
Il capo della delegazione negoziale iraniana ha nuovamente smentito che agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea)sarà concesso di accedere ai siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti. Lo scrive Al Jazeera, secondo cui il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato alla televisione di stato che non è vero che agli ispettori sarà permesso di ispezionare i siti di Fordow, Natanz e Isfahan. Ghalibaf ha definito "false" le notizie secondo cui l'Iran avrebbe concesso tale accesso e ha affermato che "gli ispettori dell'Aiea non hanno il diritto di ispezionare i siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti", riporta Al Jazeera citando le sue parole pronunciate dall'emittente statale Irib. "Attualmente, gli ispettori hanno accesso solo a due siti: la centrale nucleare di Bushehr e il reattore di Teheran" ha aggiunto. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha dichiarato venerdì che "esiste un accordo e, per rispettarlo, l'Aiea dovrà avere accesso e ispezionare i siti", senza tuttavia specificare quali.
Teheran, Hormuz non è terreno di gioco Usa ma sovranità indiscussa dell'Iran
Tutte le navi commerciali sono obbligate a seguire la rotta marittima designata per attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz, pena gravi conseguenze,. E' l'avvertimento arrivato dal quartier generale militare iraniano. Lo scrive Al Jazeera. "Qualsiasi interferenza statunitense nello Stretto di Hormuz incontrerà una risposta decisa e rapida da parte delle forze armate", ha dichiarato il Comando Centrale Khatam al-Anbiya in un comunicato. "Lo Stretto di Hormuz non è il terreno di gioco dell'aggressore americano, bensì territorio di indiscussa sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran". L'agenzia di stampa Fars ha riportato la dichiarazione affermando che "la sicurezza e il mantenimento della stabilità di questa vitale via navigabile rappresentano la linea rossa per le potenti forze armate dell'Iran islamico".
L'Iran all'Onu, minaccia deliberata e pubblica di Israele contro Mojtaba Khamenei
L'ambasciatore iraniano e rappresentante permanente presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha messo in guardia l'organizzazione globale e gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu in merito alla minaccia, "né isolata né retorica", di Israele di colpire la Guida suprema della Rivoluzione islamica, l'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei. Lo riporta Irna.
In una lettera Iravani ha richiamato l'attenzione urgente delle Nazioni Unite e dei membri del Consiglio di Sicurezza sull'ultima minaccia pubblica lanciata dal ministro della Guerra israeliano Israel Katz contro la Guida Suprema. Ha fatto notare che il ministro israeliano ha dichiarato pubblicamente che l'ayatollah Khamenei è "condannato a morte". "Questa minaccia non è né isolata né retorica", si legge nella lettera di Iravani. "Fa parte di una politica deliberata e sistematica di terrorismo di Stato, mirata ad alti funzionari statali iraniani, perseguita nel contesto degli atti di aggressione illegali del regime israeliano contro l'Iran".
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