(di Mauretta Capuano) sottolinea - è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all'unanimità dal Consiglio d'indirizzo, cosa mai avvenuta. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche".
Il caso Venezi aveva fatto mobilitare ieri anche la Slc Cgil Veneto che, dopo la ratifica della nomina aveva attaccato Colabianchi: "tutti sanno che la nomina gli è stata in realtà imposta da Roma nella persona del sottosegretario Mazzi sia nei tempi che nei modi" e la Cgil Venezia aveva sottolineato il "solito metodo Brugnaro: decidere da padrone e non da rappresentante delle istituzioni".
Tortato nel suo lungo post non ha risparmiato neppure i sindacati che lo hanno duramente criticato durante il braccio di ferro sul welfare: "Visto che stiamo parlando della Fenice e non della bocciofila di Maerne (che non esiste, così non offendo nessuno), era assolutamente sensato sospendere il pagamento di quell'erogazione liberale sin quando non si avesse avuto la certezza che quei soldi sarebbero entrati in cassa". Il consigliere del MiC si è rivolto anche alla Venezi precisando che: "non è lecito da parte sua - o per lo meno non è da me accettabile - parlare pubblicamente della Fenice come di un 'teatro con gestione anarchica', affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l'intero Consiglio".
Tortato insiste, infine, che nei confronti della direttrice immaginava "almeno una presa di posizione da parte della governance del Teatro a cui appartengo".
M5s, a dimettersi dovrebbe essere chi ha nominato Venezi
"Le dimissioni di Alessandro Tortato dal Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice sono l'ennesima prova che la nomina di Beatrice Venezi rappresenta una scelta fatta in sfregio ai lavoratori e al prestigio di uno dei teatri lirici più importanti del mondo. A dimettersi dovrebbe essere chi ha nominato Venezi. Tortato, musicista nominato dal Ministero della Cultura nel gennaio 2025, lascia denunciando un clima diventato ormai apertamente politico attorno alla nomina di Beatrice Venezi come direttore musicale. Una nomina che è stata accompagnata da dichiarazioni gravissime contro il teatro, i suoi musicisti e il suo pubblico. Abbracciare chi parla della Fenice come di un teatro con "gestione anarchica", definisce orchestrali e coristi "pippe il cui massimo titolo è il battesimo" o ridicolizzare il pubblico veneziano non è solo offensivo: è un attacco diretto alla dignità di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito negli anni il prestigio internazionale del teatro. Professionisti selezionati con concorsi durissimi, riconosciuti nel panorama musicale mondiale. Ancora una volta si conferma la logica che ha guidato questa scelta: non valorizzare il teatro, ma piazzare un'amica di Giorgia Meloni, a costo di calpestare professionalità, autonomia delle istituzioni culturali e il rispetto dovuto a chi ogni giorno fa vivere quel palcoscenico. Una vergogna internazionale". Così gli esponenti M5S in commissione cultura.
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