Il cedimento sarebbe stato lento, tanto da consentire a chi ha capito cosa stava accadendo di mettersi in salvo. Poi il crollo, che ha sbriciolato l'intera palazzina, ridotta ora a un cumulo di macerie. La zona del disastro, Pistunina, alla periferia sud di Messina, è tutta transennata. I vigili del fuoco, dal pomeriggio, cercano i dispersi: sei dicono gli investigatori, sette aveva detto il sindaco della città Filippo Basile. Alcuni apparterrebbero allo stesso nucleo familiare. Nel disastro sono rimaste ferite tre persone: al Policlinico c'è un ricoverato in codice rosso, oltre a un paziente in codice arancione e un altro in codice azzurro, fa sapere la direttrice generale del nosocomio Elvira Amata.
Altri feriti sarebbero stati portati in diversi ospedali della città, ma non sarebbero in pericolo di vita. Attorno all'area ambulanze, mezzi meccanici e dei pompieri e i singhiozzi di chi teme di aver perso un congiunto. Curiosi che si fermano, persone che chiedono informazioni e c'è chi telefona alla ricerca di una voce che confermi che il familiare che manca all'appello è vivo da qualche altra parte della città. A venir giù, come un castello di carte, è stato un edificio molto noto in città: una costruzione della fine degli anni Ottanta di proprietà della famiglia Leone che per molto tempo ha avuto un negozio di elettrodomestici. Quattro piani di circa 2.500 metri quadrati ciascuno. L'immobile era composto da un seminterrato destinato a magazzini, un piano terra affittato alla macelleria Panerello in fase di ristrutturazione; il primo piano era occupato da un grande negozio gestito da cinesi; sopra c'erano gli appartamenti dei proprietari dell'edificio e una terrazza. Troppo presto per avere certezze sulle cause del disastro su cui la Procura di Messina ha aperto un'indagine ancora a carico di ignoti. Secondo quanto si apprende il crollo sarebbe stato preceduto da un tremore: circostanza che escluderebbe l'esplosione. Più probabilmente si è trattato di un cedimento strutturale. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza quel che resta della palazzina e spento un principio di incendio scoppiato dopo il crollo e continuano a scavare seguendo le indicazioni fornite dalle piantine del palazzo. A coadiuvarli Usar, cinofili, droni e unità Saf. I familiari dei dispersi hanno dato ai soccorritori i numeri dei cellulari dei loro parenti per agevolare le ricerche nella speranza di poterli individuare, sentendo le suonerie anche tra le macerie dell'edificio crollato. "Non trovo mio fratello. È certamente tra i dispersi . E' andato a lavorare alle 15 e fino ad ora non lo abbiamo visto. C'erano altre persone", racconta in lacrime Sakira, originaria dello Sri Lanka, che non riesce più a mettersi in contatto con il fratello. L'uomo probabilmente lavorava come badante in uno degli appartamenti dei proprietari. "Sono miracolata, ero appena uscita quando ho visto una nuvola di polvere alzarsi", ha raccontato una donna che era stata nel negozio del primo piano poco prima del crollo.
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