Sabato Milano sarà blindata e presidiata dalla stazione fino al centro, anche dai militari. Ma alla vigilia dell'arrivo dei 500 parà in città è tensione nel governo sul fronte della sicurezza, mentre arriva la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al decreto approvato in cdm nei giorni scorsi.
Dopo due giorni di polemiche mediatiche sulla presenza di unità dell'Esercito, il ministro della Difesa si lancia in uno sfogo su X: "Avrei voluto che i reparti che andavano a Milano avessero la possibilità di disporre degli strumenti necessari per affrontare la situazione e la possibilità di usarli", ha spiegato Guido Crosetto ricordando che "non possono nemmeno usare uno spray urticante né il taser, possono usare le fascette in velcro per immobilizzare una persona fermata perché dopo due anni di richieste ci è stata da poco concessa la possibilità. Ma solo attorno alle stazioni. Quindi non nelle vie di Milano".
Infine la riflessione amara: "ho 'osato' chiedere che tutto ciò fosse possibile, solo in questa circostanza particolare" e "di fronte a questa ennesima disponibilità delle forze armate ho assistito ad attacchi di chi le vede come 'concorrenza' e di chi ha gridato al golpe. Vorrei tranquillizzare tutti perché le forze armate non vedono l'ora di restituire ogni spazio di ordine pubblico a chi deve occuparsene e non vogliono alcun super potere".
Dal Viminale, che invece gestisce le forze di polizia, non è arrivata finora alcuna reazione ma le parole del titolare della Difesa lascerebbero intendere un clima di tensione all'interno dell'Esecutivo sulla vicenda. L'unico a rispondere al momento è Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. "Dotare un militare di taser o spray urticante non equivale a formarlo per gestire una manifestazione in piazza, così come attribuirgli una qualifica di polizia giudiziaria non gli conferisce automaticamente le competenze necessarie a esercitarla".
Crosetto ha anche riacceso i riflettori su un tema - l'utilizzo dei militari di Strade Sicure - che pure nei mesi scorsi aveva creato già qualche attrito con la Lega: "Da anni dico che i militari dovrebbero fare i militari e le forze di polizia le forze di polizia. Ho detto anche più volte che sarebbe stato utile sostituire, gradualmente, i 6.800 militari di strade sicure con diecimila carabinieri ausiliari, preparati e formati per la sicurezza e in possesso anche dei poteri di pg, utili a reprimere reati in flagranza. Su questo sono stato anche attaccato perché sembrava non fossi abbastanza interessato alla sicurezza mentre era esattamente il contrario, la volevo efficiente, efficace e diffusa".
Al di là degli scenari ipotizzati nel governo, resta la piazza e i timori che possano ripetersi nuovi disordini come quelli dello scorso weekend. Impossibile prevedere quante persone parteciperanno questa volta alla manifestazione convocata in Duomo dal 'Movimento 17 ottobre', sigla nata appena da una settimana che non raccoglie certo tutte le anime presenti in piazza una settimana fa. Non ci sarà il corteo anarchico, con i promotori che hanno deciso di annullarlo per "non frammentare le piazze" ma che siano centinaia o migliaia a protestare, si troveranno di fronte un dispositivo di sicurezza imponente, con le forze dell'ordine e con i 500 parà della Folgore che non avranno poteri di polizia giudiziaria ma potranno fare pattugliamenti, anche dinamici.
"E intervenire in caso di necessità - ha sottolineato il vicepremier Matteo Salvini -, con i Lince e con mezzi adeguati". I militari "saranno in decine di piazze e di punti sensibili della città", ci resteranno per tutto il 2026 "e io - ha aggiunto Salvini - mi auguro per anni". E il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego ha spiegato": Faranno un pattugliamento dinamico affianco alle forze dell'ordine". Intanto proseguono le udienze di convalida per gli arresti dello scorso weekend e tra i 24 minorenni coinvolti nei disordini di domenica, tre rimarranno in carcere mentre il Tribunale ha deciso per altri 21 misure di obbligo di permanenza in casa, ossia i domiciliari nel procedimento minorile, o di collocamento in comunità.
Per quanto riguarda i maggiorenni, invece, la gip di Milano Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha deciso che altri due arrestati domenica scorsa resteranno in carcere, mentre un altro passa agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
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