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Il sogno avverato di Varvara, l'abbraccio al Papa dopo le cure

17 hours ago 2

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Un viso limpido ma anche un braccio che alla sua giovane età mostra già un cerotto su una ferita. Si rimarginerà ma le cicatrici sono profonde. Varvara, in italiano Barbara come un po' già si sente, ha solo 13 anni, è ucraina e ha dovuto subire delle cure di tipo oncologico. Ma oggi proprio con Papa Leone ha potuto condividere la gioia di lasciarsi il peggio alle spalle.

"Un sogno realizzato", dice lei stessa ai cronisti aiutata da una interprete e con la mamma che la stringe in un istinto di protezione rafforzato dall'improvvisa ribalta mediatica ricevuta sul piazzale del policlinico Agostino Gemelli. Varvara, appassionata di storia e letteratura ma anche di musica e in particolare della batteria, è stata curata in Italia dove ha trovato rifugio e accoglienza dallo scenario di guerra.

Il 31 dicembre scorso, a margine di un' udienza generale in Piazza San Pietro, malata di tumore e prossima ad una operazione, aveva già potuto abbracciare il Papa dal quale, raccontava, aveva ricevuto "forza e incoraggiamento". In quel momento né lei né di certo Leone avrebbero mai potuto immaginare di reincontrarsi così presto e proprio a causa di una infausta prognosi comune. Varvara ha atteso fin dalla mattinata il Pontefice all'uscita, accompagnata da alcuni familiari e un prete ucraino, padre Taras che è stato tramite prezioso nella sua vicenda. Dal Papa ha ricevuto quella benedizione che cercava ma con lui ha potuto condividere anche qualche parola quasi di conforto vincendole.

La giovane gli ha consegnato quindi i regali che aveva preparato: la foto stampata del loro abbraccio a San Pietro dentro a una cornice nella ceramica tipica di Castellamonte, dove è stata dapprima accolta. E soprattutto un pupazzetto in pannolenci con le sembianze del Pontefice, che lei stessa ha cucito a mano. Un peluche, come quello che si era portata da casa ribattezzato Basik, unico ricordo della vita di prima. "È il solo amico che ho dall'inizio della guerra che mi accompagna e mi accompagnerà in Italia dove non conosco nessuno, dovrò affrontare un lungo percorso in ospedale e lui sarà il fratellino che non ho", aveva raccontato appena arrivata a Torino. Una specie di surrogato, in attesa di quelle amicizie e di quella vita che l'aspetta. Donandolo al Papa gli ha assicurato: "Ti proteggerà".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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