Quiete nelle piazze francesi in attesa dell'Atto II della protesta di studenti e gilet gialli esplosa sabato scorso, 17 ottobre, con gravissimi atti di violenza a margine. Il governo si prepara promettendo una mobilitazione "massiccia" di forze dell'ordine, Macron assicura che "nuovi disordini saranno evitati". Come da previsioni generali, la crisi sociale con le proteste e le violenze, fa ulteriormente crescere nei sondaggi l'estrema destra di Marine Le Pen, che si accredita ormai come partito dell'ordine e della "Francia pacificata", e la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon, che sfila in testa ai cortei e che il governo accusa di fomentare i disordini.
Mentre Parigi, Marsiglia, Lione e le principali città del paese si avviano alla terza notte di coprifuoco consecutiva, dai paesi del Golfo, dove si trova per una visita contestata dall' opposizione come inopportuna con il paese in preda alla crisi sociale, il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un appello alla "fermezza" nei confronti dei violenti.
Sabato, ad una settimana da quel 17 ottobre in cui le proteste studentesche si sono unite al ritorno in piazza dei gilet gialli, proprio questi ultimi - mobilitati contro il carovita - hanno confermato la loro partecipazione anche per l'atto II. Contemporaneamente, Sophie Binet, segretaria del sindacato CGT, usciva dalla riunione alla quale il premier Sébastien Lecornu aveva invitato i sindacati, annunciando che "nessuna rivendicazione è stata presa in considerazione". La conseguenza - secondo Binet - è che "si faccia un passo avanti nella mobilitazione, lo sciopero prenda il sopravvento: invochiamo la massima partecipazione per il 5 novembre ad uno sciopero generale, invitiamo a tenere assemblee ovunque, in tutti i luoghi di lavoro, per estendere lo sciopero anche nei giorni successivi". Gli appuntamenti di una Francia sempre più in ebollizione si moltiplicano, così come i fronti della protesta, dilagata a macchia d'olio dai licei alle fabbriche, alle aziende agricole, al pubblico impiego. La stessa CGT ha anticipato che sarà di nuovo in piazza sabato 24 "per proteggere" coloro che vogliono manifestare contro il carovita.
Il ministero dell'Interno assicura una mobilitazione più "massiccia", soprattutto agenti più "mobili" e meno "statici", con un'attenzione speciale ai social e ai messaggi che vi circolano. Lo scopo è prevenire le mosse dei casseurs, che attaccano a sorpresa e si ritirano. "Ai vertici dello Stato, non deve tremare la mano" per punire i casseurs, ha tuonato Macron dal Golfo, ricordando i 3.000 esercizi commerciali danneggiati e saccheggiati nel paese sabato scorso. Il presidente ha anche criticato Donald Trump e Benyamin Netanyahu, perché - ha detto - "fanno campagna elettorale alle spalle della Francia": "c'è stata una manipolazione all'estero dell'informazione, con commenti inaccettabili quanto stupidi da parte di molti, anche di leader stranieri". I sondaggi realizzati dopo il 17 ottobre danno una Le Pen sempre più lanciata - con il 36-38% delle preferenze al primo turno, oltre il doppio di qualsiasi inseguitore - e un Mélenchon che la insegue e che è più che mai il suo più probabile sfidante al ballottaggio. Per Le Pen, in Francia c'è un potere "allo stremo", che "non ha più nessuna presa" sul paese. E mentre in Francia si respira la tensione dell'attesa, in 10.000 si sono mobilitati ad Atene, al grido di "Dalla Grecia alla Francia, lottiamo per un'istruzione pubblica e gratuita": anche lì, studenti, insegnanti, medici e lavoratori del settore pubblico sono scesi in piazza per riformare la scuola e contro il carovita.
Video Coprifuoco a Parigi, abitanti della periferia bloccati per la chiusura della metro
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