Durante i colloqui tra Israele e Libano che si sono tenuti in settimana a Roma, i mediatori hanno proposto di schierare soldati italiani per monitorare il disarmo e lo smantellamento delle infrastrutture di Hezbollah nelle aree pilota del sud del Paese dei cedri, da dove è previsto che inizi il ritiro dell'Idf e il dispiegamento dell'esercito libanese. Lo svela il quotidiano israeliano Yedioth Ahronot citando 'fonti di sicurezza'. Secondo il giornale, la proposta "è attualmente al vaglio delle parti" ed è emersa dopo che Israele e gli Usa hanno escluso che della supervisione si occupi l'Unifil.
Fonti italiane parlano di monitoraggio, osservazione e 'reporting' lungo la blue line con postazioni di osservazione temporanee, limitati pattugliamenti mobili e il controllo diretto di aree, in linea con la risoluzione 1701: attività che si svolgerebbero in sinergia con i nuovi protocolli che verranno stabiliti dalle Nazione Unite. Questa - si apprende - è una delle componenti operative previste dal piano proposto dall'Italia su una possibile nuova missione Onu in Libano.
La Farnesina, comunque, per il momento non ha commentato l'indiscrezione emersa sui media in Israele. Mercoledì a conclusione dei due giorni di incontri, dopo l'accordo quadro firmato a Washington il 26 giugno, i rappresentanti diplomatici di Israele, Libano e Usa in una dichiarazione congiunta hanno affermato che i colloqui sono stati "produttivi e positivi". Le parti hanno raggiunto un accordo sulla struttura e sui principi del meccanismo di "zona pilota", e si prevede che i dettagli finali e l'effettiva attuazione saranno definiti nei prossimi giorni. Venerdì ci dovrebbe essere un incontro tra i delegati militari dei tre Paesi. L'accordo quadro prevede che "l'esercito libanese assuma gradualmente la responsabilità della sicurezza nelle zone pilota, da cui si ritireranno le truppe dell'esercito israeliano in modo graduale e verificato". Le prime due zone pilota sono già state concordate tra l'Idf e l'esercito libanese, con la supervisione del Centcom, e ulteriori zone pilota saranno stabilite congiuntamente. Da quando è stato siglato il documento, non ci sono più stati attacchi aerei da parte dell'Iaf in Libano.
Mentre le truppe di terra dell'Idf controllano diverse zone del Libano meridionale, arrivando fino a 15 chilometri in profondità nel territorio. I genieri dell'esercito israeliano hanno fatto esplodere alcuni dei tunnel costruiti da Hezbollah con ingegneria iraniana. Tsahal opera anche nell'area di Bint Jbeil, nel settore occidentale e nell'area di Nabatieh. I miliziani di Hezbollah occupano ancora alcune aree ma, secondo fonti militari, si tratta di piccole cellule. La presenza di terroristi è confermata ad Ali Taher, nella parte nord di Beaufort, e tuttora una trentina di membri di Hezbollah si trova intrappolata nei tunnel.
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